No al calcio moderno

tratto dalla fanzine “Domenica Giallo-blù” del 24/01/10: Poche righe non basteranno per illustrare e chiarire le cause e le relative conseguenze che ci hanno portato, come movimento ultras, ad adottare come in tutta Italia in primis ed in Europa poi, la linea che ci vede “contro il calcio moderno”. Condensare in poche righe ciò che da 15 anni circa ad oggi ha stravolto quello che era davvero il gioco più bello del mondo non è possibile perciò ci limiteremo ad elencare in questo numero situazioni, leggi, regolamenti e atteggiamenti che non ci vanno giù e di mettere a fuoco in poche parole alcuni aspetti che riguardano anche la nostra dimensione. Dunque, per chi cerca di vedere oltre, ecco alcuni esempi, caldeggiati quando non generati dalla criminalizzazione e dalle calunnie di pseudo-giornalisti, opinionisti, politici e TV ; intanto bisogna suddividere la problematica tra ciò che non dipende dai calciatori stessi da ciò che riguarda tutto quello che ruota intorno al “giocattolo”…per quel che riguarda gli ultras (i violenti sono di un’altra categoria che noi condanniamo con fermezza e non ultras), questi vengono sempre e comunque bersagliati senza dare mai risalto a quanto di buono fanno lontano dai riflettori delle telecamere e senza pensare a cosa vuol dire assistere ad una partita dove non c’è il calore e colore di una curva! in tutti i campionati professionistici, in serie D ed in alcuni casi in Eccellenza accendere torce o semplicemente fumogeni per colorare una curva costa diverse centinaia di euro alle società e il DASPO, ossia il divieto di assistere a manifestazioni sportive per 12/18 mesi ai malcapitati “terribili” ultras, si lasciano invece impuniti i responsabili di vergognose amministrazioni e società di club storici che falliscono e vengono radiate e di conseguenza si vedono infangata la loro storia! che dire poi dell’obbligo nelle Cat.Prof. di denunciare per tempo ed avere le autorizzazioni per introdurre ogni singolo striscione o drappello che sia…il decreto di riferimento è il decreto Amato (prima Pisanu) che è stato applicato anche in D da settembre scorso: niente bandierine, niente tamburi, niente fumogeni, niente megafoni! C’è poi il Casms, Comitato di Analisi per la Sicurezza delle Manifestazioni Sportive, che pur svolgendo l’importante ruolo di vigilare per la sicurezza, fin troppo spesso usa lavarsi le mani alla Pilato maniera vietando, per esempio, trasferte a tifoserie gemellate e fraterne da anni ! per non parlare poi delle società che rappresentano club e che trasformano in vere e proprie aziende questi ultimi infischiandosene dei tifosi e della storia delle stesse e alle quali cambiano nome e colori sociali o per esempio, speculando sul caro-biglietti quando si prevede un affluenza di rilievo delle tifoserie ospiti…una volta c’erano i cosiddetti settori popolari ma comunque il prezzo dei biglietti per gli ospiti è affidato al buon cuore di chi ti accoglie e non essendoci regole certe, possono imporre prezzi a volte esosi e che di popolare non hanno assolutamente nulla! sicuramente a molti dirigenti di Lega Calcio e di società professionistiche, per motivi esclusivamente economici, piacerebbe avere i propri tifosi abbonati, a prezzi modici, questi si, alla pay-tv invece che in trasferta al seguito della squadra…per non parlare di quando vengono solo rilasciati biglietti nominali o che si possono acquistare solo in prevendita dietro esibizione di documento di identità! l’idea non nuova ed alquanto balzana di spalmare le partite della A e della B tra il venerdì ed il lunedì, poi, è quanto di più utile a far scomparire quel poco di pepe e suspance che erano rimasti nel seguire i match in contemporanea! spostando l’attenzione invece a quanto succede in campo, la protesta contro il calcio moderno vede protagonisti in negativo i calciatori che non più come era in altri tempi, sono legati alla maglia…oggi la parola d’ordine è ingaggio e non sudore, come dovrebbe! Allora non ci si meravigli se poi si grida “..via i mercenari !!!” Noi siamo nostalgici di un calcio che non c’è più, di un calcio che apparteneva ai tifosi e non ai potenti , quando una maglia faceva piangere di gioia e dolore anche se scendevano in campo calciatori di Promozione…7° serie in ordine di importanza!!! oggi il sacrificio è necessario non per un ideale, ma solo per “business che arricchisce le tasche dei padroni del calcio e va sempre più a discapito dei tifosi ! nostalgici di quando sulle maglie dietro le spalle era cucito un numero che si imprimeva nella mente degli appassionati e non il nome di un giocatore che è più un attore prima che un atleta…e siamo contro questo calcio che non si gioca più all’interno di un rettangolo verde, bensì dentro buie aule di tribunale, o in studi televisivi pieni di scosciate e sgallettate ragazze che con questo sport nulla hanno a che spartire, se non con alcuni dei colpevoli di questa vergogna che viviamo oggi.

fonte: guerrerosmesagne.blogspot.com

One Response to No al calcio moderno

  1. Fabio Alfonsetti says:

    Condivido perfettamente il contenuto di questo manifesto contro il calcio moderno. Ero appassionanatissimo di questo sport e proprio le ragioni esposte in questo testo giustificano tutto il mio disincanto attuale. A metà degli anni ’90 il calcio ha subito proprio un’evoluzione genetica, con l’ingresso progressivo delle dannate pay tv (che hanno alimentato a dismisura gli appetiti di calciatori e procuratori interessati) e con la famigerata legge Bosman. Solo il mondo ultras mi sembra abbia coscienza di questa realtà e la denunci, visto che il giornalismo sportivo è completamente asservito anch’esso alle leggi del calcio business.
    Sono di Mesagne anch’io, mi fa piacere che ci sia anche qui una tale sensibilità.

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