Il “Via Sasso”

1953-2008: 55 anni di “onorato servizio”

In queste poche righe vogliamo ripercorrere la storia e gli avvenimenti più importanti del vecchio e mitico (aggiungiamo noi) stadio “Comunale” di Via Sasso. Un atto dovuto e una pagina ricordo/tributo ad uno stadio che ha visto al suo interno le migliori e indimenticabili pagine del calcio mesagnese, con numerose promozioni e vittorie e altrettante pagine buie. A questa struttura sono legati i più gratificanti ed emozionanti ricordi di intere generazioni che la domenica, negli anni passati e per oltre 50 anni, hanno affollato il Via Sasso nel segno dei colori giallo-blù. Come non dimenticare il suo terreno in terra battuta, gli alberi imponenti intorno al muro di cinta,  quella tribuna che ne faceva un’autentica bolgia per il suo posizionamento all’inglese o l’indimenticabile “padrone” di casa, lo storico e onnipresente custode Cosimo Grande (alias Scardinu). Un pezzo di storia del Mesagne calcio che non vogliamo che rimanga solo un lontano ricordo in virtù, soprattutto, della nascita del nuovo stadio di Contrada Tagliata che ha “sostituito” la vecchia e oramai fatiscente struttura a causa dell’abbandono della gestione negli ultimi anni.

LA STORIA

Fortemente voluto nel 1951 dall’allora amministrazione comunale guidata dal sindaco Rosario De Francesco, il geometra Giordano e l’assessore alle finanze Avv. Poci, il “Comunale” di Via Sasso fu progettato con l’intento di sostituire l’oramai inadeguato campo di Via Marconi (dove ora sorge la Casa del Fanciullo) insufficiente per le nuovi ambizioni della società dell’A.S. Mesagne, nata nel 1929. Dopo i lavori di costruzione, quindi, durati circa 2 anni, il 2 Aprile del 1953, nell’ultima gara di 1a Divisione tra Mesagne e Cellino, fu inaugurato il nuovo e attrezzato stadio, allora motivo di vanto dell’intera comunità mesagnese per la sua assoluta modernità ed efficienza unica in tutto il territorio brindisino.
In quegli anni il Via Sasso presentava un terreno in terra battuta, uno dei più ampi per l’epoca, gli spogliatoi “sottenarei” con tunnel nel mezzo delle due panchine, una tribuna scoperta, contenete circa 800 spettatori, e la gradinata lunga (il cosiddetto “prato”) costituita solo da qualche gradino.
La struttura andò avanti così, senza particolari interventi, per tutti gli anni ’50 e ’60.


FINE DEGLI ANNI ’60 E LA PROMOZIONE IN D FINO AD OGGI


Con la fantastica e storica promozione in serie D del 1968 e il conseguente entusiasmo dilagante dell’intera città, l’amministrazione e la società di comune accordo capirono che, per andare incontro alle esigenze del sempre più crescente numero di tifosi in vista della “quarta serie”, bisognava aumentare in modo significativo la capienza dello stadio; per questo, nel 1969, lateralmente alla tribuna che nel frattempo venne coperta grazie anche all’interessamento di Franco Montanaro “Pilea”, venne assemblata una tribuna in tubi di acciaio Innocenti, capace di contenere fino a 500 spettatori; inoltre per l’ormai imminente torneo di serie D ci fu bisogno di altri interventi tipo l’innalzamento del prato fino a sette gradoni, che così fu portato ad una maggiore capienza, al ritocco delle misure del terreno di gioco che fu anche risistemato e reso più “morbido” grazie allo spargimento di alcuni materiali tipici per i terreni di allora in terra battuta. Insomma tutto era pronto per ospitare il torneo semiprofessionistico che riuscì a portare, all’interno del campo di Via Sasso, folle e folle di tifosi fino ad arrivare al record assoluto di oltre 3.500 spettatori nella partita interna contro l’Andria; un numero di spettatori che non verrà mai più raggiunto!
Tali modifiche caratterizzeranno l’impianto mesagnese per il resto della sua storia che, nel corso degli anni, ha visto pochi accorgimenti che tuttavia non  lo hanno mai stravolto.
Siamo agli anni ’70 e il calcio mesagnese, dalla gloria della serie D di fine anni ’60, era precipitato nei bassifondi del calcio regionale dopo il fallimento dell’A.S. Mesagne.  Lo stadio mesagnese non era affollato come i precedenti e gloriosi anni e per questo la gradinata (alias “prato”) venne momentaneamente chiusa, lasciando spazio alla tribuna coperta che i tifosi giallo-blù, nonostante le infime categorie, non disdegnavano di riempire. Ma è il ritorno del presidente Pettograsso negli anni ’80 e il nuovo raggiungimento della serie D (rinominata Interregionale) a portare nuovi lavori e più accuratezza: per l’ormai imminente campionato di Interregionale, nel 1984, a seguito di un sopraluogo della commissione, vennero ristrutturati gli spogliatoi e  installati dei passamano per assicurare e permettere una regolare affluenza, o deflusso in caso di emergenze, nella tribuna coperta che, con questi nuovi accorgimenti, venne ridotta come capienza.

In seguito, fino ad arrivare a oggi, lo stadio non è mai stato più modificato o portato al centro di importanti e soprattutto necessari interventi; anzi, negli ultimi tempi si è visto un sempre più crescente abbandono che ha portato il glorioso impianto alla parziale inagibilità e fatiscenza totale, con la copertura in lamiere della tribuna divelta totalmente nel 2008, anno in cui il “Via Sasso” ha cessato definitivamente l’attività da ogni partita ufficiale del Mesagne, lasciando spazio al nuovo stadio di contrada “Tagliata”, dopo l’ultimo campionato di Eccellenza disputatosi alla presenza di un determinato  e ristretto numero di pubblico per motivi di sicurezza.

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